Home Fabry's Corner Bantamweight: i migliori della storia delle MMA

Bantamweight: i migliori della storia delle MMA

di Fabrizio Barbera

Continuiamo la nostra classifica sui migliori fighter della storia delle MMA divisi per ogni categoria. Questa volta è il turno della divisione Bantamweight, ovvero pesi gallo al limite delle 135 libbre (61 kg).

I MIGLIORI BANTAMWEIGHT DI SEMPRE

5) Urijah Faber (35-11)

Urijah Faber alla fine di un incontro in UFC

Urijah Faber alla fine di un incontro in UFC

Urijah Faber è stato uno dei pionieri dei pesi più piccoli delle Mixed Martial Arts e uno dei nomi più popolari quando si fa riferimento alle divisioni di peso minori. L’americano ha iniziato la carriera professionistica nel lontano 2003 in varie promotion californiane.

La svolta con la KOTC, organizzazione in cui vince e difende per più volte il titolo dei Bantamweight. Nel 2006 non si lascia sfuggire l’occasione di combattere per la WEC con direttamente il titolo in palio, ma dei pesi piuma. Faber esce con il braccio alzato e con la cintura attorno alla vita.

Per tutto il resto della sua carriera Faber combatterà sia nella divisione Bantamweight che nella Featherweight, ma sarebbe stato profondamente ingiusto decidere di non menzionare in questa classifica colui che si è sbattuto così tanto per far considerare anche i pesi minori, dato che in UFC la classe di peso meno pesante era quella al limite dei 70 kg, la divisione dei pesi leggeri.

Tornando sulla sua carriera, dopo aver dato anima e corpo in WEC nei pesi piuma, decide di scendere di peso e tornare nei gallo, nell’ultimo match disputato per la WEC. Subito dopo, con l’acquisizione di essa da parte della UFC, Urijah Faber decide di rimanere nei Bantamweight. Saranno ben quattro le occasioni titolate per lui e le fallirà tutte quante.

Due volte contro il brasiliano Renan Barao in forma smagliante e due volte contro Dominick Cruz. Faber, stanco da mille battaglie e con l’età che avanza, lascia le MMA nel 2016 per poi tornare tre anni più tardi. Un altro grande merito che ha Faber è stata la creazione della sua palestra Alpha Male, dedicata proprio ai pesi minori e da cui sono usciti campioni come TJ Dillashaw e Cody Garbrandt.

4) Miguel Torres (44-9)

Uno dei più grandi bantamweight di sempre: Miguel Torres

Uno dei più grandi bantamweight di sempre: Miguel Torres

Abbiamo parlato di pionieri e quando si parla di ciò non si può non menzionare Miguel Torres, il primo grande combattente appartenente alle divisioni minori.

L’americano ha iniziato la sua carriera ventuno anni fa, nel 2000, anni in cui non era presente neanche la WEC, la promotion dedicata ai pesi minori. Torres così combatte principalmente in un’organizzazione non particolarmente famosa denominata FFCC per poi spostarsi per la IHC.

Debutta finalmente in WEC nel 2007 e il suo record era di trentadue vittorie e soltanto una sconfitta ai punti. Miguel Torres non batte gli avversari, li distrugge non arrivando quasi mai ai punti. La stessa musica continua nella WEC dove al secondo match conquista il titolo dei pesi gallo e lo difende per tre volte.

Nel 2009 perde il suo secondo match da professionista in 9 anni di carriera. Prima Brian Bowles e poi Joseph Benavidez finalizzano Torres con alle spalle quaranta match di MMA. Passati gli anni migliori, Miguel Torres si toglie lo sfizio di combattere anche in UFC in cui vince due match e ne perde due. Chiude la sua carriera nel 2016.

Fino ai primi anni del decennio scorso, Miguel Torres compariva in ogni classifica non solo dei migliori fighter più leggeri (in cui era ovviamente in prima posizione), ma in quelle dei GOAT dietro soltanto all’imperatore russo Fedor Emelianenko.

3) Renan Barao (34-9-1)

Renan Barao, ex campione UFC

Renan Barao, ex campione UFC

Renan Barao per molti anni è stato l’incubo di qualsiasi peso gallo in circolazione, ma andiamo con ordine. Barao, classe 1987, debutta nelle MMA nel lontano aprile 2005, a soli 18 anni. Viene battuto per decisione unanime, non di certo un ottimo inizio.

Soltanto che da quel momento in poi Renan Barao ha vinto ogni match, ben 23 consecutivi prima di volare negli States nella promotion WEC. Disputa due incontri, vincendoli entrambi, per finire in seguito in UFC che ha inglobato la WEC.

Incontro dopo incontro Barao distrugge qualsiasi avversario e nascono i paragoni con il suo compagno di allenamenti Josè Aldo, all’epoca campione dei pesi piuma UFC. Barao il 21 luglio 2012 ha vinto il titolo ad interim dei Bantamweight contro Urijah Faber per decisione unanime.

Pure da campione del mondo, Barao ha continuato a dominare i suoi avversari fino al 24 maggio 2014. Ovviamente il brasiliano viene presentato come il grande favorito, come in tutti i suoi match, ma l’avversario TJ Dillashaw stupisce il mondo delle MMA umiliando il campione e vincendo per tko nell’ultima ripresa.

Viene così interrotta la striscia impressionante di Renan Barao di 32 vittorie consecutive e perde così dopo ben nove lunghissimi anni. Barao non molla, torna a dicembre dove vince contro Mitch Gagnon conquistando anche il premio “Performance of the Night” e ottiene il rematch con Dillashaw.

Purtroppo per lui il match sarà la fotocopia del primo e viene finalizzato nuovamente, ma alla quarta ripresa. Da quel momento l’ex campione brasiliano non sarà più lo stesso. Da quella data Barao ha vinto solo un incontro su sette disputati. Viene licenziato dalla UFC nel dicembre 2019 dopo cinque sconfitte consecutive.

Nessuno però può togliere il merito a quello che Barao ha fatto per nove anni e viene giustamente riconosciuto come uno dei Bantamweight più grandi della storia delle MMA.

2) TJ Dillashaw (17-4)

TJ Dillashaw esulta avanti a Cody Garbrandt dopo averlo appena battuto

TJ Dillashaw esulta avanti a Cody Garbrandt dopo averlo appena battuto

Siamo arrivati alla seconda posizione di questa classifica riguardo i pesi gallo migliori di sempre. Dillashaw debutta nel marzo 2010 e dopo appena un anno accetta la chiamata di far parte del TUF (The Ultimate Fighter). Conquista la finale dopo tre vittorie consecutive e si trova avanti un altro combattente che farà molto bene in seguito: John Dodson.

L’incontro viene vinto da quest’ultimo che con dei colpi fulminei manda knockdown TJ con l’arbitro che è costretto a chiudere la contesa nonostante l’americano Dillashaw era contrario. Nonostante la sconfitta, Dillashaw viene messo sotto contratto con la UFC dove conquista un filotto di quattro vittorie consecutive per perdere in seguito contro l’esperto brasiliano Raphael Assuncao ai punti.

L’americano non è uno che molla, non esiste la parola arrendersi per lui e dopo due incontri stupirà il mondo delle MMA vincendo il titolo Bantamweight contro il più quotato Renan Barao. Successivamente finalizza Joe Soto e ancora una volta Barao per poi vedersela nel gennaio 2016 contro il rientrante Dominick Cruz.

Fu un match straordinario, uno dei migliori dell’anno, ma i giudici premiano Cruz che torna campione dopo cinque anni. Dillashaw è contrario alla decisione, pensa di aver vinto, ma torna a UFC 200 prendendosi la rivincita contro Assuncao vincendo nettamente tutte le riprese.

Merita la title shot, ma essa viene data all’ex compagno di allenamenti Cody Garbrandt, che sconfigge inaspettatamente Cruz nel dicembre di quello stesso anno. In quella card, UFC 207, è presente anche Dillashaw che domina John Lineker vincendo al termine dei tre round.

Ora nessuno può negare l’occasione titolata a TJ che infatti arriva. Al Garden di New York, nel novembre 2017, il co-main event è proprio tra il campione Bantamweight Cody Garbrandt e l’ex campione TJ Dillashaw, ex compagni di allenamento al Team Alpha Male di Urijah Faber.

Verso la fine del primo round, Dillashaw finisce knockdown grazie ad un potente pugno di Cody, ma da vero campione rimane lucido e nel secondo round è lui a spegnere letteralmente i sensi a Garbrandt con un gancio.

Subito dopo, Dillashaw esplonde con un grido di rabbia sfogando tutta l’adrenalina che aveva per quel match dopo essere stato etichettato come “serpente”, come un traditore per aver lasciato il team e altri insulti da parte dell’ex campione.

Dillashaw si toglie la soddisfazione di battere ancora una volta Garbrandt nel match successivo, sempre per ko. Nel gennaio 2019 tenta il miracolo cercando di diventare double champion, vincendo il titolo dei Flyweight, ma finisce ko dopo soli trentadue secondi dall’inizio dell’incontro.

Iniziano due anni difficili per Dillashaw che viene pizzicato dall’USADA per l’uso dell’EPO, sostanza vietata e sconterà due anni di squalifica. È tornato in questo 2021 battendo in un match molto complicato Cory Sandhagen ai punti e torna lanciato verso la cintura UFC dei Bantamweight.

Dillashaw è l’esempio dello sportivo che non molla mai anche a seguito di sconfitte pesanti, squalifiche per errori al di fuori dello sport, tutto per mostrare a sé stesso e al mondo che lui è il migliore.

1) Dominick Cruz (23-3)

Dominick Cruz durante un weigh in in UFC

Dominick Cruz durante un weigh in in UFC (Photo by Josh Hedges/Zuffa LLC/Zuffa LLC via Getty Images)

Il primo posto non poteva che essere per uno dei GOAT di questo sport, “The Dominator” Dominick Cruz. Il Californiano inizia a combatte nel 2005 dove ha vinto qualsiasi combattimento fino al 2007 in cui, a soltanto 21 anni, affronta l’esperto Urijah Faber per la cintura dei pesi piuma WEC. Incontro che viene vinto da Faber per sottomissione.

Cruz non demorde e dopo quattro vittorie nella promotion WEC vince il titolo passato a Brian Bowles e difeso successivamente contro Joseph Benavidez e Scott Jorgensen. Cruz comincia ad essere rispettato non solo perché è il campione, ma perché ha uno stile di combattimento unico ed inimitabile.

Il suo footwork, la sua guardia bassa, la sua boxe precisa, il suo wrestling, il mento, Cruz è perfetto in tutti questi aspetti ed è dotato di un’intelligenza combattiva senza eguali. L’unico neo, se proprio vogliamo trovarlo, è il fatto che non possiede mani pesanti, non ha il colpo da ko.

A Cruz però non serve il ko power perché domina in ogni match i suoi avversari e non a caso, infatti, viene soprannominato “The Dominator”. Si fa rispettare pure in UFC, dove difende il titolo contro Faber e Demetrious Johnson per decisione unanime.

Da quel match purtroppo iniziano i problemi per lui. Cruz resterà molto più tempo fuori dall’ottagono per i continui infortuni alle ginocchia. Da quell’ottobre 2011 in cui ha difeso il titolo contro Johnson ha combattuto solo una volta in quattro anni ed è stato contro Takeya Mizugaki a UFC 178, a settembre 2014, dove vince incredibilmente questa volta per knockout nel primo round.

Un altro infortunio tiene lontano Cruz per un anno per poi tornare nella gabbia contro TJ Dillashaw direttamente per la cintura Bantamweight! Bookmakers, addetti ai lavori e fan danno poche chance a Cruz sia per essere stato fuori dalla gabbia per troppo tempo e sia per le qualità di Dillashaw giudicato come l’erede di Cruz anche per lo stile simile a quello dell’ex campione.

Cruz in quel 17 gennaio 2016 compie una delle imprese più grandi che si siano mai viste nello sport sconfiggendo Dillashaw per split decision al termine di venticinque minuti intensi di combattimento. Superato l’inferno, Cruz è di nuovo campione del mondo UFC!

Cruz in stato di grazia difende il titolo a giugno contro Urijah Faber chiudendo così la trilogia vincendo per decisione unanime. Torna a combattere a dicembre dello stesso anno, ma perderà incredibilmente contro Cody Garbrandt ai punti in un match dove per la prima volta viene lui dominato all’interno della gabbia.

Senza cintura dei Bantamweight attorno alla vita Cruz decide di non mollare, ma tornano ancora una volta quegli infortuni maledetti e così Cruz fa il suo ritorno in gabbia soltanto nel maggio 2020, dove perde per tko contro il campione Henry Cejudo.

Cruz non è contento dello stop dell’arbitro, ma non può farci niente. A 36 anni e con mille problemi fisici, Dominick Cruz non è logicamente più lo stesso e lo dimostra in questo 2021 dove batte a fatica Casey Kenney per split decision a UFC 259.

Questa è stata la carriera di Dominick Cruz, un uomo che ha affrontato e superato ogni problema dimostrando al mondo che quando è in forma è lui il dominatore dei pesi gallo. Dominick Cruz viene riconosciuto dai più come il miglior Bantamweight della storia delle MMA e come uno dei GOAT di questo magnifico sport chiamato Mixed Martial Arts.

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