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Bob Arum attacca Dana White

di Mirko Orlato

In un mondo piegato ma non spezzato dal Coronavirus, Dana White rappresenta colui che ostinatamente non vuole piegarsi alla pandemia. Dana White è come “il rivoltoso sconosciuto” che il 4 giugno 1989 si oppose all’avanzata dei carrarmati in Piazza Tienanmen a Pechino. Motivi diversi, perdonate il paragone

L’attacco a Dana White

La lotta che il presidente della UFC sta combattendo per tenere in vita la card di UFC 249 sta dividendo l’opinione pubblica, fighters della promotion inclusi. Ma c’è chi, come Bob Arum, ha alzato la voce dicendo la sua ed inasprendo un rapporto già di suo non idilliaco. Il famoso promoter non ha usato mezze misure invitando White a vergognarsi per la sua condotta incurante dei danni che il Coronavirus sta facendo. Il riferimento è ai tentativi di salvare la card prevista il 18 aprile a Brooklyn e alle ricerche in short notice di un back-up del campione dagestano Khabib Nurmagomedov alle prese con le restrizioni imposte dal governo russo. Arum ha proseguito indicando la via già tracciata dalle autorità, che hanno provveduto alla sospensione di tutti gli eventi sportivi aperti al pubblico, al fine di impedire che i contagi proliferino.

 

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