Home MMA Mohammed “The Hawk” Shahid: Brave CF come la FIFA delle MMA

Mohammed “The Hawk” Shahid: Brave CF come la FIFA delle MMA

di Giovanni Besana

Brave ha da poco portato a termine il suo primo evento italiano e abbiamo avuto l’onore di commentare a caldo la serata con il Presidente della promotion Mohammed “The Hawk” Shahid.

Innanzitutto benvenuto in Italia, è un piacere riceverla nel nostro paese. Prime impressioni?

“E’ stata un serata fantastica, ci fa molto piacere essere sbarcati in Italia. Era un progetto che avevamo in cantiere da un po’ e siamo felici di averlo portato a termine al meglio anche grazie alla collaborazione con The Golden Cage“.

Brave: in Italia per continuare a crescere

Cosa rappresenta per Brave questa serata? E’ l’inizio di un percorso di sviluppo italiano ed europeo?

“Fin dall’inizio se ci pensate Brave ha sempre avuto un’impronta globale. Fin dalla nostra nascita infatti abbiamo iniziato ad andare in giro per il mondo con i nostri eventi. Il nostro obiettivo è sempre stato lo sviluppo delle MMA nei diversi paesi che ci hanno ospitato. Sul lungo termine la nostra visione è di passare dal mondo dell’entertainment puro a quello dello sport di base creando un’infrastruttura globale. In questo senso l’Italia fa parte della nostra “invasione europea”. Per quanto riguarda il bel paese quindi non sarà una toccata e fuga, ma piuttosto un lavoro a stretto contatto con le autorità e le organizzazioni locali per guidare lo sviluppo delle MMA verso il futuro”.

Spesso in Italia le MMA erroneamente sono state associate a comportamenti violenti. Cosa pensa che Brave possa portare anche dal punto di vista etico al movimento italiano?

“E’ sotto gli occhi di tutti l’evoluzione che questo sport ha avuto negli ultimi 30/35 anni. All’inizio tutti pensavano che le MMA fossero solo violenza. Ma se accettiamo separatamente sport come la lotta, il judo, il karate, la boxe e il taekwondo non capisco perché non dovremmo accettare le MMA che ne rappresentano la perfetta sintesi. Uno strumento importante credo sarà quello della diffusione delle storie dei nostri singoli atleti. Se uno non conosce tutto il duro lavoro che sta dietro alle quinte della vita di ogni singolo fighter difficilmente riesce ad apprezzare pienamente questo sport.

Inoltre lavoriamo costantemente a stretto contatto con le federazioni internazionali per rendere questo sport più sicuro e per assicurarci che si crei una solida piattaforma di sviluppo per i dilettanti”.

Brave pronta a guidare le MMA mondiali

Parlando di dilettanti per gli italiani e non solo in questi giorni il pensiero va subito alle Olimpiadi. Lei vede in futuro una chance per le MMA di entrare nel programma olimpico? E’ qualcosa a cui state lavorando?

“Penso che prima o poi sarà inevitabile. Ovviamente i tempi delle Olimpiadi sono dilatati perché si ragiona di 4 anni in 4 anni, ma non ho dubbi che prima o poi ci arriveranno. Io, però, dico sempre di non avere fretta. Alcune delle più ricche ed evolute federazioni al mondo come il cricket ad esempio non sono sport olimpici eppure godono di ottima salute.

Se hai la terza fan base più estesa al mondo con il più alto tasso di crescita, come nel caso delle MMA, non c’è bisogno di alcun riconoscimento ufficiale. Brave è pronta a creare l’infrastruttura necessaria allo sviluppo globale di questo sport. Ad oggi solo il calcio e il basket NBA sono più globali delle MMA. Solo credendo nelle nostre capacità e nelle potenzialità del nostro sport riusciremo a portare le MMA a un livello veramente globale. La strada è quella giusta. Credo che sia solo questione di tempo per vedere grandi cambiamenti.

Cosa manca ad oggi per vedere tutto questo realizzarsi? Un’infrastruttura che permetta uno sviluppo della base del movimento. La visione nostra è proprio quella di svolgere il ruolo che è stato della FIFA nello sviluppo del calcio passando dal business dell’entertainment puro a quello dell’ente regolatore dell’intero sistema sportivo”.

Brave e il modello FIFA

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva polarizzazione delle MMA tra est e ovest, cosa ne pensa del modello tradizionale Nord Americano e in che cosa Brave si differenzia da promotion come UFC e Bellator ad esempio?

“Le promotion Nord americane senza dubbio hanno fatto la storia delle MMA e sono legate a un modello di business differente rispetto al nostro. Loro fanno entertainment puro e per vendere le pay per view e i loro prodotti c’è bisogno di tutto quel baccano mediatico che aiuta a creare aspettativa attorno a un evento. Come dicevo poco fa, però, il nostro obiettivo a lungo termine è differente ed è cambiare l’intera struttura di questo sport. E’ un obiettivo molto ambizioso, lo so. Ma per essere sicuri che i nostri figli un domani abbiano i mezzi, qualora lo volessero, per perseguire una carriera sostenibile nelle MMA ed esprimere il loro talento dobbiamo lavorare sulle infrastrutture. Se no inevitabilmente molto del talento e della passione esistente andranno sprecati. Il messaggio che vogliamo passare è questo: basta con la spettacolarizzazione delle MMA! E’ ora di iniziare a lavorare insieme con l’obiettivo comune di uno sviluppo sostenibile dello sport sotto la guida di un ente regolatore comune. Lo so che per molti ad oggi sembrerà utopia, ma questo è il nostro obiettivo e lo realizzeremo”.

Here the English version for all international fans!

Brave 52 just lit up Milan on Sunday and after the amazing show we have had the opportunity to have an extremely interesting talk with Brave CF President Mr. Mohammed “The Hawk” Shahid.

First of all welcome to Italy Sir, it is a real pleasure to host you in our beautiful country. First impressions?

“It was great! We truly enjoyed being in Italy and working with our local partner The Golden Cage. It was a plan we already had in pipeline and feels great to see it executed!”

Brave seeking for grassroots expansion in Italy

So what’s the future for Brave in Italy? What is your plan for Italy and Europe in general?

“Since the very beginning of our story we started going around the world with our events. The main goal has always been the development of MMA movement. In each country and continent we landed with the long term plan of building a new sport system in the MMA ecosystem that will change our perspective  from the event business that we are now into a sports business. So Italy is a part of our European “invasion”. We are focused on offering to all the European talents a global stage where they can express their talents and build their own legacy. For what concerns Italy we are not here for a single event but to spur a development process starting from the amateur grassroots actively cooperating with national federations, local government and local promotions attracting investors and leading Italian MMA toward a bright future”.

MMA movement in Italy is still mistakenly associated with a violent image and bad reputation. What do you think Brave can bring to the table also from the ethical standpoint?

“Everyone knows how far MMA has come over the past 30 years. At the beginning everyone thought it was just a violent sport, but then people realized the art behind it. If we accept wrestling, judo, karate, boxing and taekwondo separately why we would not accept a sport that put everything together? An extremely powerful tool to make people understand the beauty of MMA is introducing them the story behind our athletes. If you do not know what happens behind the scenes you cannot understand properly this sport. You have to know what fighters go through every day in the gym. We also constantly work closely with amateur federations to promote a positive culture behind MMA, to make it a safer sport and to build a solid development platform for all the amateur talents around the world”.

Brave is ready to take over the MMA sports system

Talking about amateur these days Olympics are on everyone’s lips. Do you see a chance for MMA to get to the Olympic Program? Is something you are working on?

“Yes, when we talk about Olympics we have to be careful to keep in mind a different timeframe, but definitely I think this is going to happen one day. At the same time I always say: don’t stress on it! There are some of the richest and biggest organization as cricket for example which are not in the Olympics. At the end I think is all about what you can give back to your community, to your nation and how much people you can bring interest into that. If you are the 3rd largest and fastest growing fanbase in the world as MMA are right now, you don’t need immediate recognition. Today only football and NBA are more global than MMA. So we have the power to build a bright future and with hard work and dedication great results will come. We have the right pathway. It is just a matter of time. What we are missing right now is a sport system. All top promotion are in the event business. My goal as President and Brave CF goal is to realize the vision of His Highness Shaikh Khaled bin Hamad Al Khalifa which is to build a global sport system for MMA as FIFA did for football. This revolution will allow young talents to focus just on the sport without caring about trashtalking or marketing”.

Brave and the FIFA franchise model

Over the last few years we saw a progressive polarization of MMA with Asian and Middle East promotions challenging the traditional North American model. What do you think about this process?

“Of course UFC and North American promotion have the status advantage, they have been there for 35 years. Their business model is slightly different from ours. They are in the pure entertainment business so they need all that trashtalk and marketing to create hype and sell more PPV. I understand they need all these stuff to keep growing but it is different from our plan.

What we are trying to do is different. We want to create the sports structure around MMA and that’s a different business. In order to create a sustainable platform and change the sport you need a franchise model as FIFA did with CONCACAF, UEFA and league system.

We don’t want to create a brand, we want to unify MMA under a single system and Brave CF is the organization which can do that. If you get a look to the history of Bahrein we have a tremendous expertise in sport business and that give me confidence we can succeed in our plan”.

 

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