Alessio Di Liberti

Di Liberti: ” Gli obbiettivi sono l’incontro per il NAGA ed il Mondiale”

Intervista al Grappler italiano, primo classificato al torneo di Bruxelles della Grappling Industries

Il nostro inviato Michael Lelli ha incontrato il Grappler toscano Alessio Di Liberti, alle prese con una sessione d’allenamento, e lo ha intervistato sui suoi recenti successi e sulla sua visione a proposito della disciplina

Michael Lelli: “Di recente ti sei piazzato secondo a Londra e primo a Berlino e Bruxelles: cosa è cambiato tra il secondo posto di Londra e le ultime due vittorie?”

Alessio Di Liberti: “Non è cambiato nulla anche perché a Londra ho perso per decisione dell’arbitro. Purtroppo in quei tornei non c’è un Over time dopo la fine del tempo regolamentare e dunque la decisione è stata dell’arbitro”.

Michael: “Qual’è la preparazione che stai attuando ora?”

Di Liberti: “Mi alleno due volte al giorno, la mattina presto e la sera dividendo il tutto in due sessioni di lotta ed una di lavoro fisico generalmente”.

Michael: “Hai combattuto in città come Rio De Janeiro e Las Vegas, qual’è lo scenario più bello dove ti è capitato di lottare?”

Di Liberti: “Las Vegas è molto bella come città ma ho lottato in tanti posti molto affascinanti”.

Michael: “Ad oggi qual’è l’avversario più ostico che potresti incontrare?”

Di Liberti: “Sicuramente Matt Martindale, che è secondo. Ora però ho due obbiettivi in mente, l’incontro per la cintura mondiale del NAGA ed il Mondiale di Dallas del Grappling Industries. Spero di affrontare lo statunitense lì oppure andrò direttamente a New York, dove lotta lui e ci combatterò.”

Michael: “La Grappling Industries sta crescendo, pensi che questa sigla possa affermarsi in Europa e poi nel mondo o credi che resti una federazione propriamente di nicchia?”

Di Liberti: “Nicchia non credo ma va anche detto che ci sono federazioni che a livello mondiale sono veramente forti come la DC Combat. La Grappling Industries ha anche competizioni senza kimono ma non sono a livello della concorrenza. Le gare senza Kimono invece adottano un regolamento più “old school” dove nei circuiti avanzati vale tutto a differenza dell’Italia”.

Michael: “In carriera chi è stato il tuo avversario più ostico?”

Di Liberti: “Simone Franceschini e Luca Nacoreta ma anche l’ultimo avversario che ho avuto a Las Vegas nei 230 Kg. Uno con una forza così non l’avevo mai sentito.”

Michael: “Il Grappling a livello europeo è diventato più noto grazie all’exploit avuto dalle arti marziali miste, che hanno portato alla luce anche lo stile sopracitato. Prevedi altre evoluzioni per il Grappling in futuro?”

Di Liberti: “Questi sport sono sempre in evoluzione. Le federazioni come la UFC sono diventate un po’ per fenomeni da baraccone. Chiaro nessuno discute la qualità dei lottatori nella promotion però la situazione è cambiata rispetto a 15 anni fa. Io ho iniziato a fare Grappling dopo aver visto uno show della UFC ma la differenza tra prima ed oggi è che ormai sono diventati tutti più social e spesso si pensa più a fare il personaggio che l’atleta”.

Michael: “Il Grappling ha avuto la sua evoluzione a livello mondiale ma attualmente in Italia sta ancora crescendo o è in stallo?”

Di Liberti: “Non è fermo ma non sta nemmeno crescendo così tanto. Un esempio che posso farti è quello dell’esposizione mediatica. Rai Sport ha preferito trasmettere la lotta libera greco romana invece che la nazionale di Grappling, che era alle prese con il campionato europeo. Sono entrambi degli stili di lotta solo che magari la lotta libera è sostenuta politicamente, solo così si va in televisione a meno che non fai veramente tanto audience”.

Michael: “Prima si parlava di UFC ed a proposito della promotion di Dana White, è spesso sulla bocca di tutti ultimamente soprattutto per l’imminente sfida tra Khabib Nurmagomedov e Tony Ferguson; come vedi l’incontro?”

Di Liberti: “Sarà una grandissima sfida che probabilmente potrebbe essere vinta da Ferguson. Nonostante Khabib sia imbattuto il suo avversario è fuori di testa e questo coraggio potrebbe portarlo a trionfare”.

Michael: “Attualmente abbiamo diversi atleti italiani coinvolti nelle MMA, Marvin Vettori in UFC e Chiara Penco in Bellator sono due esempi. Secondo te qualcuno dei nostri connazionali potrà mai raggiungere un titolo?”

Di Liberti: “Forse Chiara Penco. Per gli uomini è dura anche se ci sono atleti sottovalutati. Ovviamente ne esistono anche molti sopravvalutati. Spesso un ruolo importante nella gestione della carriera degli atleti lo gioca il manager”.

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