Gabriel Silva

Gabriel Silva e la lotta contro la sua rara malattia

La storia del fighter brasiliano

Gabriel Silva stanotte tornerà a combattere in UFC dopo la sconfitta di luglio 2019 contro Borg per decisione unanime. Il brasiliano cercherà la sua prima vittoria nella federazione affrontando, all’evento UFC Norfolk, Kyler Phillips. Quando Gabriel Silva si unì all’UFC, la maggior parte delle persone lo conoscevano solo come il fratello minore di Erick Silva. Ma c’è molto più di questo nella sua straordinaria storia.

La storia di Gabriel Silva

All’età di 9 anni, a Gabriel Silva è stata diagnosticata una sindrome rara, la Legg-Calve-Perthe. Un disturbo dell’anca che causa l’assenza di flusso sanguigno verso il femore. Fondamentalmente mette fuori uso l’osso fino a quando nuovi vasi sanguigni riescono ad infiltrarsi. L’unica cura per la malattia è il tempo. All’epoca, il bambino che voleva diventare un calciatore, non avrebbe mai immaginato che sarebbe stato costretto ad abbandonare tutte le attività fisiche per cinque anni.

“Siamo andati da quattro o cinque medici prima di scoprire finalmente che cosa fosse”, ha detto Silva. “Gli altri medici non avevano idea di cosa fosse. Eravamo preoccupati perché soffrivo, ma un medico fortunatamente ha identificato la sindrome. Da quel momento in poi, ho attraversato momenti difficili.”

“Ho dovuto smettere di praticare tutti gli sport di contatto“, ha detto. “È stata una fase molto complicata per me, perché non potevo fare nulla a scuola. Adoravo giocare a calcio e non riuscivo nemmeno a correre. È stato davvero complicato.”

“Non sono andato a scuola per due mesi”, dice Silva. “Ho dovuto usare le stampelle ma, onestamente, non mi piacevano perché mi facevano sentire in imbarazzo. Sono stato a casa. All’epoca giocavo ai videogiochi; Ho smesso di uscire di casa. Andavo a scuola e tornavo subito a casa a giocare ai videogiochi, per questo sono diventato grasso”.

La passione per il calcio

Gabriel andava ogni sabato allo stadio per vedere il padre, Jose Nunes giocare, e da lì è nata la passione per il calcio e il desiderio di diventare un calciatore. La madre ripeteva ad ogni dottore il desiderio del figlio di diventare un calciatore, ma secondo i medici, questo non era possibile, per via della malattia, fino a quando non si sarebbe completamente ripreso.

“Hanno distrutto le mie aspettative, distrutto i miei sogni. Mia madre ha anche pianto, ma non capivo davvero. “

Quattro anni dopo la diagnosi

Passati quattro anni dalla diagnosi, il medico ha autorizzato Silva a riprendere l’attività fisica, avvertendolo però di fare sempre attenzione alla gamba sinistra in quanto più debole della destra. Silva cominciò a praticare la boxe, che il suo medico riteneva migliore del jiu-jitsu, però non sapeva che la boxe sarebbe stato solo un modo per arrivare alle MMA. Dopo aver compiuto 18 anni, Gabriel Silva ha vinto 8 incontri consecutivi prima di entrare ufficialmente in UFC.

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