Giorgio Petrosyan

Giorgio Petrosyan a difesa delle vittime di bullismo

Il campione italo-armeno prende posizione riguardo al bullismo

Nella mattinata di Mercoledì 19 Febbraio, Giorgio Petrosyan ha partecipato in qualità di relatore al convegno “Crimini relazionali nell’era digitale”, promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano. Per l’occasione, Giorgio ha raccontato la sua vita e ha preso posizione riguardo un argomento importante come quello del bullismo.

Giorgio, insieme al padre ed al fratello maggiore, è arrivato in Italia nel 1999 per sfuggire ai conflitti tra Armenia e Azerbaigian che chiamavano innumerevoli uomini alle frontiere, mandandoli ad una morte quasi certa vista la mancanza di ogni tipo di istruzione militare. Arrivati in Italia, Giorgio e la sua famiglia hanno sempre combattuto contro i pregiudizi, e solo nel 2014 il fighter ha ottenuto la cittadinanza italiana, conferitagli da Giorgio Napolitano per meriti sportivi.

Grazie agli insegnamenti dei genitori ed alla disciplina che il kickboxing impone, Giorgio non ha mai mancato di rispetto a nessun suo avversario sia nel ring che nella vita di tutti i giorni. Per questo, il fighter si è schierato in prima linea contro il bullismo, offrendosi di allenare il corpo e la mente delle giovani vittime. Queste le parole di Giorgio:

“In molti pensano che gli sport da combattimento siano sport dove non vige alcuna regola, che la spunti semplicemente chi picchia più forte. Non è così. Tutte le arti marziali insegnano il rispetto per gli altri e per se stessi, prima di ogni cosa. Il mio messaggio lo rivolgo anche ai genitori: trovate più tempo per i vostri figli, parlate con loro, capite i loro problemi e, se lo ritenete opportuno, portateli nelle nostre palestre dove insegneremo loro la disciplina, l’educazione, il rispetto, e a combattere come atleti sul ring, non come bulli per le strade”

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