Grand Slam di Budapest: quattro italiani positivi al coronavirus
Grand Slam di Budapest: quattro italiani positivi al coronavirus

Grand Slam di Budapest: quattro italiani positivi al coronavirus

Tre judoka e un coach della nazionale italiana di judo sono risultati positivi

Il Grand Slam di Budapest è terminato quest’oggi dopo tre giorni di svolgimento. Più di 400 judoka e 61 nazioni provenienti da quattro continenti hanno preso parte a questa tappa importante.

Sfortunatamente il nostro paese è stato rimosso da questa grande competizione a causa di un problema dell’ultimo minuto: tre judoka e un coach sono risultati positivi al coronavirus durante i controlli fatti in seguito all’arrivo della squadra italiana in Ungheria.

Stranamente, i tamponi fatti in Italia prima della partenza sono risultati tutti negativi. Non è chiaro come questi quattro rappresentanti del nostro paese abbiano contratto il virus durante il viaggio.

Maggiori dettagli sulla faccenda

Le persone che hanno contratto il COVID-19 sono l’oro olimpico Fabio Basile, Giovanni Esposito, Nicholas Mungai e il coach Dario Romano.

Il judoka piemontese ha parlato di questa situazione durante una diretta di alcuni giorni fa su Instagram e ha evidenziato anche l’efficacia dei controlli fatti in territorio.

E’ stato dura per l’Italia venire a sapere della sua improvvisa esclusione dal Grand Slam di Budapest per decisione dell’International Judo Federation e del Ministro dello Sport ungherese, Tünde Szabó.

Studiare gli avversari

Il resto della squadra azzurra che non ha contratto il virus ha fatto ritorno in Italia e passerà la quarantena al Centro Olimpico Federale di Ostia.

Francesco Bruyere, coach della squadra, ha dichiarato che hanno seguito il Grand Slam con attenzione per capire come avere la meglio sulle altre nazioni.

A seguire sono delle dichiarazioni del coach riportate sul sito La Gazzetta dello Sport.

“Oggi abbiamo fatto l’unica cosa possibile da fare in questo. Abbiamo seguito la gara con attenzione per raccogliere dati importanti. Ma è chiaro che l’abbiamo guardata con tanta amarezza, perché avremmo voluto essere lì a gareggiare.

I ragazzi hanno lavorato davvero duramente per farsi trovare pronti a questo appuntamento, e sono certo che avrebbero ben figurato. Avendo viaggiato insieme ed essendo stati a contatto tra noi durante gli allenamenti è stata giusta la decisione dell’IJF di escluderci nel rispetto di tutti.”

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