Israel Adesanya: “Io volevo combattere, Romero voleva ballare”

Siamo al post UFC 248 (QUI potete trovare tutti i risultati) e, nonostante ci abbia regalato un co-main event coi fiocchi, il main event non ci ha di certo regalato la “guerra” che Yoel Romero aveva promesso. Il campione, Israel Adesanya, non vorrà di certo ricordare questa prestazione come la migliore della sua vita, ma crede che la maggior parte della colpa sia da attribuire al fighter cubano, reo di essere entrato nell’ottagono con l’intenzione di aspettare Stylebender per tutto il match.

Nell’intervista post-evento, Adesanya ha espresso tutto il suo disappunto verso il suo match con queste parole:

Non è il match che avrei voluto avere. Avevo delle intenzioni diverse ma servono due persone per ballare il tango. Non posso costringere nessuno a combattere, al massimo posso costringerlo a fare errori, e l’ho fatto in parte colpendolo ripetutamente alla gamba.

Se un lottatore rimane in piedi per due minuti con la guardia alta dovrei rischiare la mia cintura ed essere colpito? Sarebbe una mossa sbagliata e quindi ho fatto del mio meglio. È stata una situazione bizzarra, avrei potuto benissimo usare un manichino da allenamento per fare sparring in palestra.

Riguardo all’overhand destro subito nel round di apertura, Adesanya ha ammesso di essere stato messo in difficoltà, ma anche di aver capito cosa stava sbagliando in quel momento:

Mi ha colpito in faccia e io stavo sbattendo le palpebre molte volte perchè vedevo due Yoel Romero. Mi ha colpito duro ma questo [Yoel] doveva essere quello che manda tutti KO. Il posizionamento dei miei piedi non era corretto in quella situazione e io sono andato verso di lui centralmente invece che di lato, permettendogli di colpirmi.

Non vado fiero della mia mandibola ma posso assorbire un colpo così. Non mi piace vantarmene perchè credo sia stupido e anche perchè durante il resto del match ho previsto tutti quei destri. Mi ha colpito una volta ed è stato il suo colpo migliore del match.

Infine ha anche incolpato Romero per il match noioso che i fan hanno dovuto vedere:

Se io avessi combattuto come ha fatto lui, voi mi stareste etichettando come un campione vergognoso, come ha detto Paulo Costa. Nel primo round non ha fatto nulla, poi dalla fine del secondo ho iniziato ad usare i calci, così che io potessi colpirlo e lui non potesse colpirmi. Io volevo combattere, lui voleva ballare la Merengue

Altre storie
Colby Covington minaccia Drew McIntyre: Gli strapperò l'anima dal corpo
Colby Covington minaccia Drew McIntyre: Gli strapperò l’anima dal corpo
Torna Su