Jake Paul pensa che il coronavirus sia una bufala
Jake Paul pensa che il coronavirus sia una bufala

Jake Paul pensa che il coronavirus sia una bufala

Jake Paul, pugile e youtuber, ha dichiarato in un’intervista a pochi giorni dal suo match di boxe contro l’ex NBA Nate Robinson, di non credere al coronavirus.

Jake Paul, pugile e youtuber, ha dichiarato in un’intervista a pochi giorni dal suo match di boxe contro l’ex NBA Nate Robinson, di non credere al coronavirus.

Siamo alla vigilia di quello che è uno degli eventi di boxe più attesi dell’anno, se non il più atteso: Tyson vs Jones, che vedrà nel main event il ritorno sul ring di Roy Jones Jr. e di Mike Tyson. L’evento includerà nella main card anche un match tra due celebrità, quello tra il pugile e youtuber Jake Paul (1-0), fratello di Logan Paul, e Nate Robinson, ex stella della NBA che disputerà il suo primo incontro in qualità di pugile occasionale.

Ad aver generato maggior heat, seppur in senso negativo, è il giovane Jake che, in seguito a delle polemiche di quest’estate, ha dichiarato in un’intervista di non credere affatto all’esistenza del coronavirus.

Le dichiarazioni della webstar

A seguire sono le parole di Jake Paul nella sua intervista sul sito The Daily Beast, nel quale ha considerato il COVID-19 come una bufala, una montatura.

“Ci sono persone che stanno perdendo il lavoro, piccole aziende che stanno andando in bancarotta, milioni di persone disoccupate, molte delle quali ormai dipendenti da alcool e droghe. Questo è il più grande danno che la nostra società sta vivendo. I casi di morte per coronavirus si aggirano attorno all’1% e io credo che questa pandemia sia solamente una bufala.”

Nella contea di Los Angeles, dove risiede il pugile, i casi positivi si sono aggirati la settimana scorsa attorno al 7,3%, un notevole aumento dal 3,9% riportato a inizio mese. Jake Paul ha poi dichiarato che il coronavirus ha causato una quantità di morti equivalente a quella dell’influenza quest’anno negli Stati Uniti, oltre al fatto che il Paese dovrebbe riaprire le attività in ogni stato. La webstar condivide dunque il parere condiviso dal presidente in uscita Donald Trump sul fatto che il virus è meno letale rispetto alla normale influenza.

Paul, quest’ estate, ha continuato ad organizzare delle feste nonostante le restrizioni che proibivano gli assembramenti e, allora, aveva anche detto di non avere un idea chiara su questa pandemia, ma che non avrebbe smesso di vivere le giornate come fa quotidianamente.

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