Home MMA Joanna Jedrzejczyk: “cieca da un occhio per due giorni dopo UFC 248”

Joanna Jedrzejczyk: “cieca da un occhio per due giorni dopo UFC 248”

di Manuel Donzelli

UFC 248 verrà ricordato, non tanto per il main event da dimenticare tra Adesanya e Romero, ma per il co-main event: Weili Zhang vs. Joanna Jedrzejczyk. Le due fighters hanno dato vita ad un incontro che viene considerato tra i migliori della storia delle MMA, mettendo a dura prova i loro corpi (come dimostrano gli ematomi di Joanna a fine match). Indubbiamente i loro cammini si incroceranno nuovamente in futuro.

I danni subiti e il processo di guarigione

Joanna, nell’ultimo episodio del podcast di Eurobash di MMA Fighting, ha raccontato come è difficile accettare di avere la faccia mutilata in quel modo e non sapere con certezza se lascerà dei segni in modo permanente.

Mi odio quando sono ridotta così, ma questo è il prezzo che dobbiamo pagare. C’è sempre un lato peggiore del tuo lavoro o della tua professione. Lo odio, amico, lo odio e voglio prendermi cura della mia salute. Essere un atleta, essere in questo sport, cambia il tuo corpo. Ti cambia la testa, la mente, il tuo aspetto e anche il modo in cui cammini. Mi è costato un sacco di sacrifici, cambiamenti nel mio corpo ma sono ancora una donna, voglio essere attraente. E voglio essere una madre in futuro, quindi ovviamente voglio sempre prendermi cura della mia salute. In UFC hai tutto, una buona assistenza sanitaria e loro si prendono sempre cura di noi.

Ci sono ancora alcuni lividi, ma ridevo dei meme sul mio incontro. Anche se mi ero allontanata dai social media, ridevo, oh è divertente. Ma vi stavo raccontando ragazzi che dal giorno successivo, il gonfiore alla fronte è sceso e non sono riuscita a vedere il mio occhio sinistro per due giorni. Vedevo solo per il cinque percento dal mio occhio sinistro. Ero piuttosto agitata, sai? Ma il gonfiore è diminuito e tutto va bene.

Ho fatto una radiografia, un’ecografia, ho fatto tutto. Sono andata dal chirurgo plastico in Polonia e mi sono operata all’orecchio. Ma tutto va bene con la mia testa e io sto bene, amico! Sto bene. In salute. Ancora pazza, ma sana! 

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