Khazmat Chimaev nel 2018 volò in Irlanda per pestare Conor McGregor
Khazmat Chimaev nel 2018 volò in Irlanda per pestare Conor McGregor

Khazmat Chimaev nel 2018 volò in Irlanda per pestare Conor McGregor

Chimaev però venne fermato ben due volte dalle autorità

Khazmat Chimaev è recentemente finito sotto tutti i riflettori del mondo delle Arti Marziali Miste per le due straordinarie vittorie, per finalizzazione, avvenute a soli 10 giorni di distanza e in due categorie di peso differenti alla UFC Fight Island di Abu Dhabi. Il fighter di origini cecene ha raccontato ai microfoni del giornalista freelance russo Adam Zubayraev che nel 2018, quando ancora era un fighter dilettante, prese un volo dalla Svezia con meta Dublino per trovare e pestare l’ex double champ UFC Conor McGregor. A quel tempo Notorious si stava preparando per il match contro Khabib Nurmagomedov e aveva speso molte parole negative nei confronti dell’aquila daghestana e verso i ceceni. Fortunatamente per l’irlandese, “Borz” venne fermato inspiegabilmente dalle autorità per ben due volte e rispedito in Svezia.

Il racconto di Khamzat Chimaev

A quel tempo, quando è successo, ero un dilettante o avevo combattuto una volta tra i professionisti. È allora che Conor insultò Khabib e Zubaira Tukhugov. A quel tempo, nessuno sapeva chi fossi. Aveva anche parlato di un altro ragazzo ceceno. Non ricordo il suo nome, ma ci ha detto di averlo messo fuori combattimento in una sessione di sparring. La mia mente in quel momento stava esplodendo e vivevo molto vicino a lui. Pensavo che l’avrei beccato per le strade o in palestra e l’avrei pestato. Questo è ciò che meritava. 

Sì, sono atterrato in Irlanda e ho aspettato in un aeroporto. Prima mi hanno fermato per un po ‘, poi mi hanno detto di andare. Successivamente stavo uscendo quando all’improvviso mi fermarono di nuovo. Quella volta c’erano letteralmente gli agenti in uniforme, c’erano le forze speciali e mi dissero: “Non puoi andare da nessuna parte.” Ma non capivo cosa volessero dire, a quel tempo, il mio inglese era pessimo. Mi hanno accompagnato alla stazione di polizia e mi hanno tenuto lì per otto ore. No, non c’è stato nessun interrogatorio. Sono stato solo tenuto in una cella. Ho aspettato forse otto o nove ore. Nel frattempo ho fatto flessioni e squat. Non mi hanno nemmeno portato da mangiare. Poi dopo un pò mi hanno detto: “Devi tornare in Svezia ti riporteremo all’aeroporto dove l’aereo ti sta aspettando”

Onestamente, volevo pestarlo. Molte persone pensavano che sarei andato lì per aiutarlo a prepararsi per Khabib. L’ho fatto non solo per Khabib ma anche per proteggere il nostro orgoglio e onore. Ci andavo per tutti noi.

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