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L’Attacco dei giganti: tutte le influenze dalle arti marziali

di Alessandro Leone

L’Attacco dei Giganti (進撃の巨人, Shingeki no Kyojin) è uno dei manga shōnen e dei fumetti in generale di più grande successo negli ultimi anni, per non dire di sempre.

Concepito dall’autore Hajime Isayama intorno al 2006, L’Attacco dei Giganti è stato poi serializzato dalla casa editrice Kōdansha sulla rivista Bessatsu Shōnen Magazine a partire dal settembre 2009. L’opera è giunta al capitolo 135 (con i capitoli per ora raccolti in 33 tankōbon) e si avvia verso la sua conclusione. In Italia è edito da Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga.

La serie si presenta come una vincente unione di numerosi generi, come il battle shōnen, il dark fantasy, il post-apocalittico, lo steampunk ed il fantapolitico. L’ambientazione è quella di un mondo simil-medievale dove l’umanità è costretta a vivere circondata da tre imponenti mura alte cinquanta metri per difendersi dalla razza dei Giganti, terribili mostri che si nutrono di esseri umani. È nel Distretto di Shiganshina, attorno al muro più esposto (il Wall Maria), che vivono i tre protagonisti della serie: il giovane Eren Jaeger, la sua sorella adottiva Mikasa Ackermann ed il loro amico Armin Arlert. Un terribile evento costringerà però i tre alla fuga.

Almeno per ora non andrò avanti a raccontarvi la trama de l’Attacco dei Giganti. Posso solo assicurare sull’evoluzione del percorso dei tre e degli altri personaggi che andrà a toccare grandi temi: la libertà in primis, ma anche la necessità della violenza nel mondo, l’amicizia e la fiducia nei propri compagni ed il senso di sacrificio per un obiettivo più grande, il tutto condito da questo continuo senso di oppressione, paura e mistero, per arrivare nel finale del manga (ancora in corso) a grandi dubbi di natura etica.

Il successo di pubblico e critica del manga è legato alla popolare serie anime, prodotta da WIT Studio e con la prima stagione che ha debuttato nel 2013, seguita dalla seconda nel 2017 e la terza a cavallo tra 2018 e 2019. L’enorme successo ha portato all’attesissima quarta stagione, stavolta prodotta da MAPPA Studio. Il primo episodio debutterà* il 6 ed il 7 dicembre (simultaneità con il Giappone per numerose emittenti che porta a questa data mista). La serie debutterà in Italia su VVVVID ed Amazon Prime Video l’8 dicembre sottotitolata e dal 19 anche doppiata, entrambi sforzi dell’editore italiano Dynit.

L’attacco dei giganti: le influenze delle arti marziali

Tra le grandi influenze de L’Attacco dei Giganti rientrano sicuramente le arti marziali. Hajime Isayama spesso si è ispirato ad atleti marziali e tecniche per i suoi personaggi e combattimenti. Oggi andremo a parlare delle influenze maggiori.

ATTENZIONE, SPOILER! – Quest’articolo conterrà spoiler fino al termine della terza stagione anime. Non vi saranno spoiler provenienti dal manga sulla quarta stagione. Sconsigliamo la lettura a chi non ha ancora preso visione de L’Attacco dei Giganti.

I PERSONAGGI IN L’ATTACCO DEI GIGANTI

Il Gigante Corazzato

Il Gigante Corazzato (鎧の巨人Yoroi no Kyojin) è uno dei primi due antagonisti maggiori presentati ne L’Attacco dei Giganti. Insieme al Gigante Colossale, è uno degli autori della breccia nel Wall Maria e, di conseguenza, della morte di numerose persone, tra le quali la madre di Eren, Carla Jaeger.

Alto quindici metri, come altri tra i Nove Giganti, si distingue per la sua pelle incredibilmente resistente, al pari di un’armatura, che gli permette di resistere a numerose armi, come le lame del Dispositivo di Manovra Tridimensionale. Al costo di rimuovere alcune parti della sua “armatura”, il Gigante può guadagnare un aumento in velocità consistente. Come gli altri Nove Giganti, ha inoltre la capacità di indurire il suo corpo per creare un materiale simile al cristallo.

Nel corso della serie il possessore del potere di questo Gigante è Reiner Braun, uno dei personaggi più vicini ai protagonisti. Il momento della rivelazione della sua identità insieme all’amico Bertholdt Hoover, il Gigante Colossale, è uno dei più memorabili ed emozionanti dell’intera serie.

Soprattutto nella sua forma da Gigante, l’ispirazione per l’aspetto di Reiner appare facilmente intuibile. Esso è infatti molto simile a Brock Lesnar.

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A sinistra il Gigante Corazzato, a destra Brock Lesnar.

L’ex campione mondiale nel pro-wrestling (in WWE ed NJPW) e nelle MMA (in UFC) ha influenzato fortemente l’estetica, ma non il modo di combattere. The Beast, infatti, abbina alla sua forza e stazza una grande tecnica, derivata dal suo passato nella lotta libera e nel jiu-jitsu brasiliano. Come vedremo più avanti nell’articolo, invece, il Gigante Corazzato non è particolarmente tecnico.

Il Gigante d’Attacco

Il Gigante d’Attacco (進撃の巨人, Shingeki no Kyojin) è quello che da il nome all’opera e di certo non lo fa per caso. Esso, infatti, risulterà il più determinante nella trama ed una delle figure centrali.

Anch’esso alto quindici metri, apparentemente il suo unico potere è quello di essere il più abile dei Nove Giganti nel combattimento, essendo in grado non solo di colpire con particolare forza, ma anche di padroneggiare numerose tecniche. Il dialogo tra due dei suoi possessori, Eren Kruger e Grisha Jaeger, ci lascia però intuire una sua capacità di vedere memorie di altri possessori del Gigante dal futuro. Nel corso della serie acquisirà anch’esso la caratteristica dell’indurimento.

Nel presente, il potere di questo Gigante è nelle mani del protagonista Eren Jaeger che, dopo esser stato apparentemente divorato per salvare l’amico Armin Arlert, attiva questo potere, mostrando per la prima volta la capacità di alcuni umani di trasformarsi in Giganti.

L’aspetto e le pose di Eren nella sua forma da Gigante traggono ispirazione, su conferma di Hajime Isayama stesso, dall’artista marziale misto giapponese Yushin Okami.

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A sinistra Yushin Okami, a destra il Gigante d’Attacco.

Sul suo blog, l’autore ha anche citato altri combattenti. Lo stile dei pugni è influenzato da Takanori “Fireball Kid” Gomi, Norifumi “Kid” Yamamoto e Akiyo “Wicky” Nishiura.

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Un violento pugno del Gigante d’Attacco.

Il Gigante, come vedremo anche più in là nell’articolo, è anche molto abile con le proiezioni, come possiamo notare nel capitolo 8 (corrispondente all’episodio 9).

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Una proiezione del Gigante d’Attacco.

Il Gigante Femmina

Il Gigante Femmina (女型の巨人Megata no Kyojin) è il primo antagonista del quale viene scoperta l’identità, nonché il maggiore durante l’omonimo arco narrativo.

Alto quattordici metri, si dimostra estremamente versatile ed in grado di incorporare caratteristiche di altri Giganti. Una di queste è la capacità di attirare Giganti Puri grazie ad un urlo, caratteristica propria anche del Gigante Fondatore e del Gigante Bestia. Una volta giunti, però, le creature titaniche cominceranno a divorare il corpo del Femmina. Quest’abilità, se ben sfruttata, può comunque essere un diversivo e può permettere all’utilizzatore di fuggire. Il Gigante Femmina è caratterizzato inoltre da una grande velocità e resistenza. Infine, è quello che per la prima volta mostra la capacità di indurirsi.

Il Gigante è posseduto da Annie Leonhart, altro membro del 104° Corpo di Addestramento Reclute, di cui fanno parte anche Eren, Mikasa, Armin, Reiner, Bertholdt ed altri grandi personaggi della serie come Ymir, Christa Lenz/Historia Reiss, Connie Springer, Jean Kirschtein, Sasha Blouse e Marco Bodt.

Grazie al duro allenamento voluto dal padre, Annie si dimostra anche una eccellente combattente. Nel capitolo 17 (episodio 4), si dimostra largamente più abile di Eren e Reiner nel corpo a corpo grazie alla sua conoscenza delle tecniche. La bionda prenderà in “simpatia” il protagonista e gli insegnerà numerose manovre che si riveleranno fondamentali nel corso della storia, provenienti principalmente dal jiu-jitsu brasiliano.

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Annie sconfigge Eren con facilità.

Da qui inoltre ci comincia a mostrare una sua caratteristica che mantiene anche da Gigante: la guardia, proveniente dal muay thai.

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La guardia del Gigante Femmina.

Altri

L’ispirazione di Hajime Isayama va oltre i mostri titanici. Il mangaka, infatti, inserisce riferimenti alle arti marziali anche in altri personaggi de L’Attacco dei Giganti. Ad esempio, l’aspetto dell’istruttore Keith Shadis è ispirato a Keith Jardine, mentre Nac Tias a Nick Diaz.

I COMBATTIMENTI

Gigante d’Attacco vs Gigante Femmina: capitoli 28-30, 33-34 – episodi 21, 25

I due scontri tra Eren ed Annie nelle loro forme Giganti sono molto diversi. Il primo avviene durante la 57° Spedizione Fuori dalle Mura, nella Foresta degli Alberi Giganti. Il piano di Leonhart è quello di catturare Eren e, durante lo scontro, sembra riuscirci. Infatti, sebbene i colpi del Gigante d’Attacco siano più duri e forti, il Femmina se la gioca di tecnica ed astuzia, sfruttando l’eccessiva euforia del nemico, chiudendo lo scontro tirando fuori Eren dalla collottola del suo Gigante. Il ragazzo verrà poi recuperato grazie agli sforzi di Erwin Smith, Levi Ackermann e tutta l’Armata Ricognitiva.

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Il Gigante d’Attacco ed il Gigante Femmina nel loro primo scontro.

Smith organizzerà poi anche il piano per far uscire allo scoperto Annie a Stohess, nel Wall Sina. In questo scontro, la ragazza è braccata non solo da Eren che, con la sua forza e brutalità, stavolta è in vantaggio, ma anche dal Corpo di Ricerca e dalla Gendarmeria. Non riuscendo a scavalcare le Mura indurendosi, deciderà di sfruttare questo potere dopo un attimo di ripensamento di Eren per ibernarsi in un cristallo.

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La rivincita tra Eren ed Annie.

Gigante d’Attacco vs Gigante Corazzato: capitoli 43-44, 75-76 – episodi 32, 51

Dopo lo shockante momento della rivelazione del tradimento di Bertholdt e Reiner, quest’ultimo ed Eren sono pronti a darsi battaglia fuori dal Wall Rose. La furia di Jaeger lo porta a provare nuovamente a combattere a viso aperto e con ferocia, ma il Corazzato non ha rivali dal punto di vista della forza fisica. La disputa va avanti a senso unico e il Gigante d’Attacco sembra non avere minima speranza. Armin suggerisce la ritirata ma, di fronte ad un pugno di Reiner, Eren ha un flashback del suo allenamento con Annie. Immediatamente schiva il pugno abbassandosi, chiude il rivale in una presa e lo sgambetta al suolo, passando dalla Standing-Arm Triangle-Choke alla Mounted Position in maniera perfettamente identica rispetto alla mossa da lui subita durante l’addestramento.

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Il Gigante d’Attacco manda al suolo il Gigante Corazzato.

Reiner prova a liberarsi con la forza, ma Eren lo chiude in una Triangle-Armbar. Capendo che il biondo sta per liberarsi, il protagonista effettua una transizione in una Armbar tradizionale. Reiner si rialza ed atterra il nemico con un Double-Leg Takedown. Le gambe di Reiner sono però esposte. Eren prova una Heel-Hook, ma non gli riesce. I due si ritrovano entrambi in piedi, Reiner prova nuovamente un Takedown ma diviene vittima di una Guillottine Choke. Esecuzione magistrale, l’armatura del traditore comincia a spezzarsi. Mikasa taglia i muscoli esposti del Corazzato per facilitare il lavoro, ma quando la vittoria sembra assicurata Reiner lancia un fortissimo grido. Udita la richiesta, il Gigante Colossale che era sulle Mura precipita sui due e termina lo scontro.

L'Attacco dei giganti: tutte le influenze dalle arti marziali

L’incredibile conclusione del combattimento.

La sfida durante la riconquista di Shiganshina prende una piega diversa. Eren attira Reiner in un combattimento e, grazie alla sua nuova abilità dell’indurimento, riesce a danneggiare il Corazzato con i suoi pugni. Braun si fa comunque valere, mostrando l’incredibile forza del suo Gigante, ma così facendo diventa vulnerabile alle nuove armi inventate da Hanji Zoe: le Lance del Fulmine, in grado di penetrare anche nella pelle indurita dei Giganti.

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I pugni di Eren e la risposta di Reiner.

Termina qui questo viaggio. Mi auguro di aver soddisfatto principalmente due tipologie di lettori: gli appassionati delle arti marziali, che hanno scoperto un prodotto meritevole, e i fan della serie che, probabilmente spinti dal forte entusiasmo verso l’uscita della quarta stagione dell’anime, hanno scoperto qualcosa in più su L’Attacco dei Giganti, ovvero il manga preferito dall’autore di questo articolo.

Ci tengo a fare numerosi ringraziamenti: a Yuri Martinelli, Michael Lelli, Angelo Morena, Mario Audino, Lorenzo Boezi e numerose altre figure nelle redazioni di FIGHT e di The Shield Of Wrestling per il sostegno morale e pratico; a Domenico Guastafierro, in arte cavernadiplatone, per i preziosi suggerimenti; ai siti MyAnimeList e Combat Museum per l’ispirazione in alcune ricerche.

Tutti i diritti delle immagini utilizzate in questo articolo appartengono agli editori citati all’interno dello stesso.

*L’articolo è stato realizzato prima della data citata.

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