Mike Tyson: 5 aneddoti sulla sua infanzia
Mike Tyson: 5 aneddoti sulla sua infanzia

Mike Tyson: 5 aneddoti sulla sua infanzia

Un'infanzia difficile...

Se pensavate di aver letto abbastanza aneddoti su Mike Tyson, beh, vi sbagliate di grosso. Questa volta andremo a vedere degli aneddoti riguardo l’infanzia di Iron Mike.

A sette anni diventa un delinquente e rischia di morire per un furto

Mike racconta nella sua autobiografia che la prima volta che ha iniziato a rubare era intorno ai sette anni. Ecco le sue parole “Un ragazzo di nome Barkim mi portò dentro la delinquenza. Prima non avevo rubato neanche una caramella. Entrai in una gang criminale dove c’erano ragazzi, al massimo dodicenni, che vestivano come adulti: scarpe di coccodrillo, pellicce di coniglio, abiti firmati, orologi, gioielli”.

E aggiunge “Uno dei ragazzi della Rutland mi insegnò a forzare le serrature. Bastava trovare una chiave che entri, poi continuare a ritirarla finché il cilindro si usura e la porta si apre. Entrando in alcuni appartamenti trovavi gioielli, pistole, contanti ed eravamo così felici che ci veniva da piangere e ridere allo stesso tempo”.

Un giorno però non andò così bene e a riguardo scrisse “Io e il mio amico Curtis forzammo la porta di un appartamento. Luci spente e sentii una voce <<Chi è? Amore sei tu?>> Pensai che Curtis mi stesse prendendo per il c*lo, per spaventarmi, così risposi che stavo cercando le armi e i contanti aggiungendo di controllare nel caso ci fosse una cassaforte. A quel punto sentii <<Cosa amore?>>. Era il padrone di casa; mi precipitai alla porta dicendo a Curtis di andare via. Ma il mio amico era un perfezionista: prima di filarsela, voleva richiudere la porta a chiave. Io me la diedi a gambe. Il tizio spalancò la porta, colpì Curtis in testa e lo mise ko. Credevo l’avesse ammazzato. Lo rividi solo un anno dopo; era sopravvissuto, ma la sua faccia era rimasta sfigurata da tante che ne aveva prese”.

La prima rissa

Presto Mike finisce in una rissa “Ero andato dalle parti di Crown Heights a svaligiare un appartamento insieme a un tizio più grande. Il colpo fruttò 2200 dollari in contanti e lui me ne lasciò seicento. Andai a comprare degli uccelli. Chiesi a un vicino di casa di aiutarmi a portare sul tetto la cassettina degli uccelli. Li nascosi là, ma lui raccontò agli altri del quartiere dei miei nuovi colombi, così un tale di nome Gary Flowers chiamò qualche amico organizzando delle spedizioni per portarmeli via.

Mia madre mi avvertì e io corsi in strada per affrontarli. Gary aveva un colombo nascosto sotto il cappotto, si era radunata una piccola folla.

<<Ridammi il mio piccione.>>

Gary lo sfilò dal cappotto.

<<È questo che vuoi?>> Poi gli strappò la testa e me lo scagliò addosso, imbrattandomi di sangue la faccia e la camicia.

<<Pestalo Mike!>> mi incitò un amico.

Prima di allora avevo sempre avuto paura di fare a botte. Nel quartiere, però, abitava un anziano, che a suo tempo era stato un pugile. Si faceva le canne con noi, e quando era fatto cominciava a tirare pugni in aria. Avevo memorizzato le sue mosse.

Così quella volta mi decisi. Tiravo pugni a caso, ma un colpo andò a segno e Gary finì a terra. Quella sfida mi fece conquistare un nuovo rispetto per le strade.”

Il carcere a 11 anni di età

Un’adolescenza piena di guai quella di Mike, che racconta un episodio “Un giorno, nel 1977, ero a Times Square con i miei amici. Uno di loro scippò la borsetta a una prostituta. Io e il mio amico Bub ci nascondemmo in un cinema porno, ma subito arrivò la prostituta accompagnata dalla polizia. Gli sbirri ci caricarono in macchina.

Ormai mi avevano arrestato così tante volte che conoscevo a memoria la procedura. Quella volta però alla stazione di polizia decisero che avevo troppi precedenti e mi spedirono a Spofford, un carcere minorile nel Bronx. Su quel posto giravano voci spaventose, racconti di detenuti riempiti di botte dai compagni e dalle guardie. All’arrivo mi assegnarono una cella da solo. L’indomani mattina ero terrorizzato. Quando mi presentai in mensa però individuai Curtis, il mio vecchio amico. Vidi tutti i vecchi compagni. Fu come presentarsi a una rimpatriata.

Dopo quella prima volta, entrare e uscire da Spofford diventò una routine.”

Il primo incontro con Muhammad Ali

Durante uno dei tanti soggiorni di Mike in carcere, proiettarono un film su Muhammad Ali, ma non poteva immaginarsi di trovare il grande campione proprio lì.

Finita la pellicola, siamo restati a bocca aperta: Ali in persona era salito sul palco. Non aveva detto ancora una parola, ma io avevo già deciso: volevo diventare come lui. Il suo discorso fu un ispirazione. Non sapevo cosa avrei fatto della mia vita, ma sapevo di volerlo emulare.”

Tutti lo odiavano nel quartiere

Nonostante avesse soltanto 12 anni, tutti ormai conoscevano Mike e lo detestavano per i suoi furti. Ecco cosa ha scritto a riguardo Un sacco di miei amici si erano fatti ammazzare per duecento dollari o per aver rubato una catenina. Cominciavo a preoccuparmi, ma ancora non smettevo. Il quartiere era sempre più pericoloso e la gente mi odiava. Capitava che passeggiassi per fatti miei e il padrone di una casa o il titolare di un negozio mi prendesse a sassate.

Una volta, passando davanti a un edificio, un tizio sbucò col fucile in mano. Mi puntò il fucile sul pacco <<Ascoltami bene, negretto, se vengo a sapere che sei salito un’altra volta sul mio tetto, ti spacco il sedere.>>

Io non sapevo nemmeno chi c**o fosse, ma evidentemente lui mi conosceva eccome. Riuscite a immaginare un bambino trattato in quel modo? Per me era normale.

Venni arrestato poco tempo prima del mio tredicesimo compleanno e mi trasferirono. Mia madre era contenta. Era stufa di aprire la porta e trovarsi gentaglia che chiedeva di me. Minacciavano persino mia sorella. Cose da matti. Uomini adulti che vanno a cercare in casa un bambino di dodici anni“.

Ci vediamo presto per raccontare altri aneddoti pazzeschi sulla vita di Mike Tyson.

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