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Navid Afkari condannato a morte: l’Iran rischia il ban da tutti gli sport

di Francesco Auletta

Navid Afkari è stato condannato a morte la settimana scorsa dalla Corte Suprema della Repubblica Islamica Iraniana e ormai mancano sempre meno ore alla sua esecuzione. I governi delle altre nazioni e il mondo dello sport stanno facendo quanto è in loro potere per far sì che il campione iraniano di lotta greco-romana non venga giustiziato. La World Players Association, associazione sportiva australiana, ha deciso di fare la sua parte per ordine del suo capo e direttore esecutivo, Brendan Schwab. Quest’ultimo ha fatto un appello mondiale per far sì che l’Iran venga bandito da tutti gli sport se non annullerà la condanna a morte del giovane Navid.

Le parole e le richieste di Brendan Schwab

In questo appello, il direttore esecutivo della WPA ha evidenziato che il ban dell’Iran avvenga in primis dagli sport olimpici, questo dopo aver fatto richiesta al Comitato Olimpico Internazionale di usare la sua influenza per salvare la vita di Afkari.
Il consiglio del COI si riunirà per decidere come agire di fronte alla situazione del campione di lotta greco-romana. A seguire sono le dichiarazioni del direttore Schwab in merito a quanto sta accadendo:

Navid è stato isolato, torturato e condannato a morte solo per la sua partecipazione e il suo successo nel mondo dello sport.
L’orribile atto di giustiziare un atleta può essere visto solo come un rifiuto dei valori umani che consolidano il mondo dello sport.
A quanto pare, l’Iran vuole rinunciare al suo diritto in qualità di partecipante della comunità sportiva universale. E’ essenziale che il Comitato Olimpico Internazionale, in quanto ‘autorità suprema’ del mondo dello sport, faccia richiesta all’Iran di rispettare gli standard internazionali del Comitato sui valori e i diritti umani, se non vogliono rischiare il loro posto nel Movimento Olimpico. La United World Wrestling ed altre federazioni sportive, tra cui la FIFA, hanno modo di influenzare l’Iran per salvare la vita di Navid.

Navid Afkari condannato a morte: l’Iran rischia il ban da tutti gli sport

L’appoggio di Craig Foster

In seguito all’appello del capo della WPA, anche l’ex calciatore australiano Craig Foster, ora analista sportivo per la SBS, ha mostrato il suo pieno appoggio per salvare la vita del lottatore iraniano. A seguire sono le sue recenti dichiarazioni:

I membri internazionali del mondo dello sport devono intervenire il prima possibile. Torturare e condannare a morte un atleta per aver esercitato i suoi diritti umani va contro i principi dello sport, che sono collegati a quelli umani.

Il mondo dello sport è attualmente teso in queste ore e prega che il suo figlio, il campione iraniano di lotta greco-romana Navid Afkari, non incontri prematuramente la morte per aver esercitato i suoi diritti in qualità di atleta ed essere umano.

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