Ronda Rousey: quando media e presunzione possono distruggerti la carriera
Ronda Rousey: quando media e presunzione possono distruggerti la carriera

Ronda Rousey: quando media e presunzione possono distruggerti la carriera

L'ex regina UFC

Ronda Rousey, l’atleta più grande che le MMA abbiano mai avuto, l’unica che è riuscita a vendere più di qualsiasi altra ragazza all’interno della promotion più grande al mondo di arti marziali miste.
Non voglio star qui a parlare del mito di Ronda, delle vittorie lampo e del grande passato come Judoka, quella è storia nota.
Mi voglio soffermare su un aspetto molto potente da un lato, ma incredibilmente dannoso dall’altro. Parlo di presunzione e appoggio cieco ai media. Per farlo bisogna tornare indietro di qualche anno.

Il 28 febbraio 2015, a UFC 184 allo Staples Center in California, Ronda Rousey difende per la quinta volta il titolo dei pesi gallo dopo soltanto 14 secondi dall’inizio del match (record per un titolo del mondo battuto successivamente da McGregor a UFC 194 contro José Aldo). Ecco, l’aura di invincibilità era già presente attorno a lei, ma dopo quel match sembra che tutti siano impazziti a partire dalla campionessa. Dopo quel match dichiara “posso battere tutti i miei colleghi maschili della mia stessa divisione”. Altrettanto forti sono le parole di Joe Rogan: “penso che possa battere mezza divisione dei pesi gallo maschile”. I media quando parlano di MMA non fanno altro che parlare del personaggio Ronda Rousey forse anche più della scalata al titolo di un certo Conor McGregor. UFC cavalca prontamente l’onda e Ronda diventa il fighter simbolo dell’organizzazione tanto da comparire nella copertina del videogioco UFC 2. Arrivano le chiamate da Hollywood e la vediamo partecipare a Fast and Furious 7 e al film “Entourage”.

I discorsi tra i fan sono se ci sarà davvero la possibilità per Ronda di affrontare un collega UFC maschile e soprattutto non si parla più di quale atleta femminile possa batterla, ma quanti secondi possa resistere!

Ed è in questo periodo che la campionessa comincia ad esagerare con le dichiarazioni, forte dal potere mediatico e dall’aura mitica intorno ad essa. In varie interviste afferma di voler passare nel giro di pochi anni alla boxe e che sarà certa che vincerà titoli anche lì. Inutile ripetere che è convinta di ritirarsi imbattuta dalle MMA. Ha voglia di mostrare al pubblico la sua boxe e allena molto questo aspetto. L’occasione per mettere in mostra i suoi miglioramenti arriva ad agosto, precisamente il primo di agosto. UFC 190, la regina delle 135 libbre vola in Brasile, casa della sua sfidante anch’essa imbattuta. Il popolo brasiliano, sempre molto fedele ai propri atleti, questa volta sembra schierarsi dalla parte dell’americana Rousey, anche loro stregati dalla sua forza.

Ronda vince in un lampo anche questo incontro e per di più lo fa proprio attraverso i pugni. Solo 34 secondi bastano per mettere ko Bethe Correia. Dopo questo incontro vinto proprio alle sue abilità pugilistiche, Ronda acquista ancora più fiducia in se stessa.

Nel luglio di quello stesso anno, durante il ritiro dei premi ESPY come migliore atleta femminile dell’anno e come miglior fighter al mondo rifila un’altra frecciata a Floyd Mayweather con cui da un po’ di tempo battibecca a distanza. Le sue parole sono “Non posso non chiedermi come si sentirà ora Floyd sapendo di essere stato sconfitto da una ragazza”. Lei lo vuole affrontare per dargli una lezione alla luce dei comportamenti poco eleganti del pugile nei confronti del gentil sesso. Ovviamente i media non perdono occasione per commentare questa rivalità e si chiedono se veramente accadrà un incontro tra i due.

Insomma, Ronda si sente non solo invincibile nelle MMA, ma anche fiduciosa di vincere titoli mondiali nella boxe, battere uomini dello stesso peso in UFC, battere Floyd Mayweather spalleggiata dai media, dal suo team e dai fan.

Si arriva a novembre 2015, Ronda è chiamata a difendere il titolo in Australia proprio contro un ex campionessa mondiale nella boxe: Holly Holm. Si torna sempre sui soliti discorsi “quanti secondi durerà Holm?”. 56.000 persone si presentano all’evento (record di spettatori all’epoca) tutti per vedere un altro dominio lampo, ma alcuni addetti ai lavori non la pensano così. Qualcuno crede che Holly Holm possa addirittura farcela, e quei pochi avranno ragione.
Fin dai primi minuti si capisce che Holm non è come le altre e soprattutto che lo striking delle due non è per niente paragonabile. Holly Holm sembra scherzare con la leggenda Ronda. Pugni, gomitate, calci, difesa dai takedown. Nessuno vuole crederci, ma l’incontro è chiaramente a senso unico e per la prima volta non per Ronda. Dopo sette minuti di dominio, Holly Holm mette knockout Rousey e diventa campionessa dei pesi gallo UFC.

È uno schock generale. Tutti sono stupefatti e Ronda è visibilmente confusa nel post match, ma il peggio deve ancora venire. Ronda sparisce dalla scena, non ci sono più notizie su di lei e non prende più parte alle interviste con i media. Non è più la Ronda arrogante, spavalda e sicura di sé. Di colpo non si parla più di lei, i media l’abbandonano e i discorsi su Floyd finiscono. Inutile dire che i sogni di un titolo mondiale nella boxe spariscono perché, specialmente contro Holm, si è visto il livello del suo pugilato: abbastanza scarso a dire la verità. Ci sono video di suoi allenamenti dove mostra un jab non proprio ottimale, tanto per fare un esempio.
Soltanto dopo tanti mesi torna ad essere intervistata dove dichiara di aver pensato persino al suicidio. Si è scontrata con la dura realtà e purtroppo non ha saputo reagire. Non ha più trovato il sostegno dei media, ha capito che non può raggiungere gli obiettivi che sperava e per di più si è ritrovata sola.

Quel pazzo 2015 è stato l’esempio di come l’appoggio dei media abbinata a una presunzione, e convinzione esagerata nei propri mezzi, sia una pessima combinazione. Certo, la colpa è anche del suo team che l’hanno supportata in ogni iniziativa anche alle più bizzarre (dichiarazioni sulla boxe, sfida a Mayweather e sfida ai colleghi maschili UFC) senza fargli notare che la realtà è un’altra. Possibile che si siano accorti soltanto dopo il match contro Holly Holm del livello di striking di Ronda? Possibile che nessuno gli abbia fatto notare che le dichiarazioni assurde non stavano né in cielo né in terra, soprattutto se sei la prima a crederci? Non parliamo di dichiarazioni volutamente esagerate, ma di parole sincere.

Ronda tornerà nell’ottagono tredici mesi più tardi contro Amanda Nunes. Per la prima volta si sottrae a qualsiasi intervista rituale UFC e il match finirà peggio del precedente. 48 secondi bastano alla campionessa brasiliana per distruggere (nello striking) Ronda Rousey. Sarà l’ultimo match di Ronda Rousey in UFC. Finisce una volta per tutte il mito di Ronda Rousey.

Che fine ha fatto Ronda Rousey? A gennaio 2018 debutta in WWE, tra alti e bassi trovando non sempre approvazione del pubblico. Al termine di WrestleMania 35 di aprile 2019 si prende una pausa anche dal pro wrestling.

Stiamo cercando nuovi elementi per il nostro staff! Ci sono diverse posizioni disponibili: se sei interessato, CLICCA QUI.

Rimani sempre aggiornato scaricando la nostra APP dal Play Store e iscrivendoti al nostro canale Telegram!

Altre storie
Mike Perry si scusa pubblicamente
Mike Perry si scusa pubblicamente
Torna Su