Video: la Suplex City di Tony Ferguson
Video: la Suplex City di Tony Ferguson

Tony Ferguson e le luci della ribalta

"El Cucuy" diviso tra Khabib e Gaethje

Tony Ferguson e la cintura dei pesi leggeri: storia di un amore mai nato. Scritto così potrebbe sembrare tranquillamente il titolo di un romanzo rosa. Ma in realtà è la storia di un fighter dotato di gran talento ma non propriamente baciato dalla fortuna. L’ennesimo rinvio dell’ennesimo match titolato

Tony Ferguson e la (rin)corsa al titolo

Tony Ferguson rappresenta la sintesi del fighter completo. Forte ed imprevedibile nello striking, dove oltre a sfruttare il notevole allungo (193 cm) abbina colpi spettacolari anche a corta distanza, dato dall’approfondimento della disciplina del wing chun, “El Cucuy” annovera grandi capacità come incassatore che gli consentono di reggere la pressione degli avversari. Ma Ferguson non è solo questo. Nel suo arsenale vanta anche un ottimo wrestling ed un BJJ stellare, risultato del lavoro svolto con Eddie Bravo. Con queste skills Tony Ferguson è arrivato nell’èlite della UFC, arrivando a sconfiggere fighters completi come Dos Anjos, “Showtime” Pettis e Kevin Lee. E’ proprio contro “The Motown Phenom” che Ferguson conquista il titolo ad interim dei pesi leggeri il 7 ottobre 2017 ad UFC 216 al terzo round per sottomissione per quella che ad oggi resta l’unica cintura nella bacheca del fighter di Oxnard. Ad UFC 223 avrebbe dovuto difendere il titolo contro Khabib Nurmagomedov, ma un incidente occorso negli studi di Fox Sports fa saltare per la quarta volta il match tra i due. “El Cucuy” torna ad UFC 229 e sconfigge Anthony Pettis, fuori causa per un infortunio alla mano. Ma nuove ombre spengono le luci sul ritorno alla ribalta di Ferguson, che tra la fine del 2018 ed inizio 2019 ha sofferto di turbe psichiche e manie persecutorie. Il ritorno di Tony avviene a giugno 2019 ad UFC 238 con una vittoria (anche qui per stop medico) contro Donald Cerrone ottenuta alla fine del secondo round. Il resto è storia recente, con la tanto agognata chance titolata che arriva dopo una striscia di 12 vittorie consecutive. “El Cucuy” è chiamato a fermare il volo dell’aquila dagestana Khabib Nurmagomedov ed un fato avverso ai due. L’indiscusso ed imbattuto fighter russo dopo aver abbattuto qualsiasi avversario si ritrova l’ultimo (e probabilmente più ostico) dei rivali che si interpone tra lui e lo stendardo da piantare sulla cima della montagna. Ma quando ormai tutto sembra essere pronto il CoVid-19 arriva come un uragano che oltre a portar via vite e tutte le sicurezze dell’essere umano porta (come logica conseguenza) all’annullamento di tutti gli eventi sportivi. Dana White non demorde, e nonostante il forfait del campione in carica bloccato in Russia dalle restrizioni legate alla pandemia propone come back up Justin Gaethje, disposto a combattere in short notice. L’ennesimo veto posto (questa volta da ESPN) sull’evento spegne del tutto le luci. Ma non demordere Tony, come cantava Freddie Mercury, “The Show must go on”.

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