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UFC: Le 5 scalate al titolo più emozionanti di sempre

Tutto è possibile nelle MMA

di Fabrizio Barbera

Nella storia della UFC non sono mancate le scalate emozionanti da parte di alcuni combattenti verso il titolo che qualsiasi combattente di MMA sogna: la cintura UFC. Abbiamo visto tante persone scalare le classifiche per poi perdere sul più bello, ma altri ce l’hanno fatta coronando il sogno.

MENZIONE D’ONORE

Glover Teixeira

Glover Teixeira con il titolo attorno alla vita

Glover Teixeira con il titolo attorno alla vita

Nella notte di Abu Dhabi del 30 ottobre Glover Teixeira, alla veneranda età di 42 anni, al suo quarantesimo match da professionista, vince il titolo UFC dei massimi leggeri battendo Jan Blachowicz per sottomissione nel corso del secondo round.

Una storia che solo le MMA sono in grado di offrire. Un ragazzo che a vent’anni arriva a piedi dal Brasile agli Stati Uniti giunge alla prima sfida titolata (persa contro Jon Jones) dopo essere rimasto imbattuto per nove anni combattendo venti incontri, il tutto a 34 anni.

Glover non si arrende, vince tre incontri di fila, ma perde contro Anthony Johnson subendo un ko tremendo dopo soli 13 secondi. Nel match successivo batte Jared Cannonier (attuale n.3 nei pesi medi UFC), ma perde ancora una volta malamente contro Alexander Gustafsson.

Un’altra chance titolata è molto lontana visto le recenti sconfitte e l’età che avanza (38 anni). Vince contro Misha Cirkunov, ma perde contro Corey Anderson ai punti. Ed è proprio qui, alla soglia dei quarant’anni, che Teixeira vive il momento migliore della sua carriera.

Karl Roberson e Ion Cutelaba vengono sottomessi nonostante hanno avuto delle grandi chance di infliggere un altro ko a Glover. Poi è il turno dell’ucraino Nikita Krylov che quasi chiude una sottomissione. Tuttavia, il brasiliano ne esce fuori e vince per split decision.

Il livello si alza e nel 2020 affronta Anthony Smith. Teixeira, una volta superato il brivido iniziale, lo dominerà brutalmente chiudendo il match nel quinto round. Arriva il turno di Thiago Santos, altro ex contendente alla cintura.

Teixeira fa valere il suo grappling e subisce, come spesso accade, lo striking dell’avversario finendo anche knockdown. Il quarantenne non molla e compia l’ennesimo comeback in UFC (ben nove) vincendo per sottomissione nel terzo round.

A questo punto nessuno può negargli la title shot e si arriva al 30 ottobre 2021. Il campione è il polacco Jan Blachowicz che domina la divisione da due anni. Incredibilmente questa volta non c’è nessun comeback, Teixeira non va al tappeto e non subisce nessun tentativo di sub come in passato.

Anzi, è lui a far traballare le gambe del campione e, una volta a terra, chiude la rear-naked choke più importante della sua vita. Glover Teixeira diventa il quattordicesimo campione del mondo dei light heavyweight UFC. La storia di Glover ci insegna che tutto è possibile nella vita.

LE 5 MIGLIORI SCALATE AL TITOLO UFC

5) Junior Dos Santos

Junior Dos Santos, uno dei più grandi pesi massimi UFC

Junior Dos Santos, uno dei più grandi pesi massimi UFC (Photo by Josh Hedges/Zuffa LLC/Zuffa LLC via Getty Images)

Il brasiliano affronta nel suo primo match nell’organizzazione il connazionale Fabricio Werdum, non certo un’accoglienza ottima per un debuttante. Tuttavia, nonostante la grande caratura dell’avversario, Dos Santos vince agevolmente il match dopo trascorso appena un minuto nell’ottagono.

Werdum si prende una badilata in pieno volto e perde i sensi. Junior Dos Santo esordisce nel migliore dei modi. Il match successivo è contro il grattacielo Stefan Struve, ma anche qui è tko nel corso del primo minuto di combattimento. Si capisce subito che si ha difronte un predestinato.

Junior Dos Santos è una forza della natura, ha di gran lunga la boxe migliore della divisione dei pesi massimi, ha una stazza imponente, un mento d’acciaio e soprattutto possiede una forza di volontà senza eguali abbinata ad una notevole cattiveria sportiva.

Mirko Crocop, Gilbert Yvel e Gabriel Gonzaga sono le altre tre vittime di “Cigano” che è lanciato verso una missione: vincere il titolo UFC. La scalata vede come sesto ostacolo Roy Nelson, un uomo con un fisico non proprio da lottatore, però con una mascella di ferro e con un pugno devastante.

Dos Santos vince ancora, anche se non riesce a metterlo knockout per via appunto del suo mento indistruttibile. Stessa sorte tocca a Shane Carwin, ex campione UFC che non riesce a fare nulla contro la forza carioca.

A quel punto, dopo sette vittorie consecutive, Junior Dos Santos conquista in modo legittimo la title shot per la cintura dei pesi massimi UFC. L’avversario è un altro mostro della natura come Cain Velasquez; tutti si aspettano scintille.

La contesa incredibilmente si chiude ancora una volta dopo un minuto di combattimento e per l’ennesima volta è Junior Dos Santos a uscire con il braccio alzato, ma in questa occasione anche con la cintura attorno alla vita. “Cigano” corona il suo sogno senza toppare nemmeno un match nella sua avventura in UFC.

Il mondo ha conosciuto uno dei pesi massimi più forti della storia di questo sport e logicamente ci si aspettava un lungo regno da parte del nuovo campione. Invece, il brasiliano dopo essersi sbarazzato agevolmente di Frank Mir, perderà il titolo proprio contro l’uomo a cui aveva strappato l’oro: Cain Velasquez.

Il messicano demolisce un irriconoscibile Dos Santos per venticinque lunghissimi minuti. Da quel match “Cigano” non sarà più lo stesso purtroppo, ma questa è un’altra storia e nessuno può cancellare l’incredibile scalata che ha compiuto Junior “Cigano” Dos Santos.

4) Chris Weidman

Chris Weidman mentre festeggia dopo la storica vittoria ottenuta contro Silva

Chris Weidman mentre festeggia dopo la storica vittoria ottenuta contro Silva

Ad un passo dal podio c’è “The All American” Chris Weidman. L’americano esordisce in UFC dopo due anni dal debutto nelle MMA e soprattutto dopo soltanto quattro incontri da professionista. Per di più viene chiamato a combattere contro un’atleta che veniva da tre vittorie di fila, il nostro Alessio Sakara.

L’italiano era un fighter ben più esperto e nel momento migliore della sua carriera, non era certo un debutto semplice per Weidman. Quest’ultimo però fa capire presto al mondo delle MMA che non è un debuttante qualsiasi; è destinato a fare grandi cose.

Vince nettamente tutte le riprese e conquista così la sua prima vittoria in UFC. Successivamente batte Jesse Bongfeldt e Tom Lawlor alla prima ripresa e l’organizzazione decide di dargli un avversario importante come Demian Maia. Il brasiliano è uno dei migliori specialisti nel BJJ, forse il migliore ed è un ex contendente al titolo.

Weidman non ha problemi neanche contro di lui e vince per decisione unanime. A questo punto l’ultimo scoglio prima della title shot si chiama Mark Munoz. Chris Weidman lo finisce brutalmente nel corso del secondo round con una devastante gomitata in piedi. Non c’è performance migliore per presentarsi avanti ad Anderson Silva, il re dei pesi medi.

Il resto è storia. Chris Weidman vince inaspettatamente per knockout nel secondo round interrompendo il regno di dieci difese titolate e sedici vittorie consecutive di Anderson Silva. Viene definito uno dei momenti più scioccanti della storia delle MMA.

Non c’è storia più bella di quella di Weidman nella corsa verso il titolo UFC. Inizia debuttando dopo soltanto quattro match, domina ogni suo avversario e infine batte uno dei fighter più forti di sempre e, per di più, non perdendo neanche un match da professionista.

3) Khabib Nurmagomedov

Khabib in conferenza con la cintura UFC

Khabib in conferenza con la cintura UFC (Photo by Stringer/Anadolu Agency via Getty Images)

Il gradino più basso del podio è tutto per “The Eagle”. Una scalata emozionante quella dell’aquila in cui insieme al padre fissarono l’obiettivo per questa carriera nelle arti marziali miste: vincere il titolo UFC. L’avventura inizia nel gennaio 2012 dopo 16 incontri disputati in promotion russe.

Il primo ad arrendersi alla furia daghestana è stato Kamal Shalorus e presto si aggiungeranno Gleison Tibau, Thiago Tavares, Abel Trujillo e Pat Healy. Dopo due anni nell’organizzazione e cinque vittorie consecutive, Khabib alza ulteriormente l’asticella affrontando un osso duro come Rafael Dos Anjos.

Questo sarà il match che cambierà la carriera di Khabib. Il match viene vinto ancora dal russo con una prestazione dominante vincendo tutti i tre round e “The Eagle” entra così prepotentemente tra i contendenti alla cintura dei pesi leggeri UFC.

Purtroppo, la sfortuna si mette in mezzo; Khabib è sempre infortunato, penserà persino a smettere di combattere e resterà fuori dalla gabbia per due lunghissimi anni. Il suo ritorno, però, diventa un Khabib 2.0. Si sbarazza facilmente di Darrel Horcher, poi è il turno di Michael Johnson ed Edson Barboza.

Khabib ha una missione in mente ed è inarrestabile, neanche le prese in giro della UFC possono fermarlo, come quando gli diedero il contratto da firmare per affrontare a UFC 206 il campione UFC Eddie Alvarez, soltanto per spingere Conor McGregor a firmare contro Alvarez stesso.

Khabib si sente sfruttato, preso in giro, ma usa questa sua frustrazione all’interno della gabbia demolendo tutti i suoi avversari. Finalmente il 7 aprile 2018, dopo sei anni di incontri nell’organizzazione americana, al suo decimo incontro in essa – ventiseiesimo in totale – Khabib ottiene la title shot per il titolo UFC.

La cintura è vacante e il suo avversario è Al Iaquinta a causa dell’infortunio di Tony Ferguson. Cinque round di dominio russo e Khabib ha coronato il suo sogno. Ci sono voluti dieci anni, ventisei match, ma alla fine ne sono valsi la pena. Il resto poi è storia nota e, appunto, è un’altra storia.

2) Conor McGregor

Conor McGregor con la cintura UFC

Conor McGregor con la cintura UFC (Photo by Jeff Bottari/Zuffa LLC/Zuffa LLC via Getty Images)

Non poteva mancare in questa classifica il fighter più famoso delle MMA: Conor McGregor. La sua scalata verso la cintura UFC è stata epica e oggi la guardiamo con nostalgia visto le grandi emozioni che ci ha regalato McGregor nei pesi piuma.

Debutta in UFC – dopo essere diventato double champ in Cage Warriors conquistando la cintura dei pesi piuma e dei pesi leggeri – contro Marcus Brimage e regala le prime emozioni. L’irlandese di rimessa è eccezionale e Brimage si ritrova privo di sensi dopo appena un minuto dall’inizio della battaglia.

Conor in un’intervista passata alla storia, grida che non è qui per prendere parte, ma per prendersi tutto. C’è tanta curiosità attorno all’irlandese, perché si mostra sempre estremamente sicuro di sé, delle sue capacità e sminuisce qualsiasi featherweight dell’organizzazione.

Piano piano si fa strada battendo un giovane Max Holloway ai punti e poi Diego Brandao in un romantico evento nella sua Dublino. È scoppiata la ConorMania e c’è sempre più hype attorno a McGregor, perché il ragazzo è forte, non parla soltanto.

Nel settembre 2014 vince il suo quarto match in UFC battendo Dustin Poirier per tko nel corso del primo round. A quel punto Conor vuole direttamente il campione Josè Aldo. Prima però gli viene promessa la title shot se nel gennaio 2015 dovesse battere Dennis Siver.

Non ci sono problemi per McGregor che sconfigge per tko anche l’esperto fighter. Al termine del match Conor scavalca la gabbia provocando proprio il campione Aldo che è tra il pubblico. UFC non perde tempo e fissa subito l’incontro per luglio 2015.

Due settimane prima del match Aldo si infortuna e McGregor dichiara di accettare di combattere solo nel caso ci sia in palio il titolo interim. L’irlandese viene accontentato e l’11 luglio 2015 a UFC 189 batte Chad Mendes per tko nel corso del secondo round soffrendo la lotta dell’americano.

Ora tutti rispettano McGregor che ha battuto quello che fino a quel momento era nettamente il secondo featherweight più forte al mondo. Il campione però è di tutta un’altra pasta, è imbattuto da dieci anni e solo Mendes appunto è stato l’unico a creargli dei problemi.

Il match tra McGregor e il numero uno pound for pound viene fissato per il 12 dicembre 2015 nel main event di UFC 194. Il match viene definito come uno degli incontri più attesi della storia delle MMA. Ci si aspetta una guerra, ma, invece, tutto finisce in tredici secondi. McGregor colpisce di rimessa Aldo mentre quest’ultimo sferrava un colpo potente al volto dell’irlandese.

Conor McGregor termina la sua scalata dopo sette vittorie in sette match nell’organizzazione. Non c’è spazio alla commozione vista al termine della guerra contro Mendes, ma c’è consapevolezza. Conor nell’ottagono ha uno sguardo fiero e consapevole della propria forza.

L’anno successivo riuscirà persino a conquistare la cintura dei pesi leggeri UFC portando al termine la sua missione che si era sempre prefissato quando ha iniziato la sua avventura nelle mixed martial arts.

1) Israel Adesanya

L'attuale campione dei pesi medi UFC Israel Adesanya

L’attuale campione dei pesi medi UFC Israel Adesanya

Nel febbraio 2018 a UFC 221 in Australia debutta un combattente molto interessante; finalizza il suo avversario in otto minuti grazie alle sue doti da striker e ai microfoni annuncia che la divisione dei pesi medi sarà sua.

Quel ragazzo è Israel Adesanya, un ex kickboxer alto e magro che ha vinto 75 incontri su 80 disputati nella kick. Due mesi più tardi è di nuovo nella gabbia contro un’atleta che noi italiani conosciamo bene: Marvin Vettori. Il match è molto equilibrato e si sono viste delle logiche carenze di Adesanya una volta portato a terra.

L’incontro viene vinto ai punti per split decision da Adesanya in un verdetto contestato. Tuttavia, Adesanya non perde tempo e dopo tre mesi torna in UFC contro Brad Tavares battendolo per decisione unanime smentendo chi diceva che bastava portarlo a terra per vincere.

Adesanya mostra nel corso del tempo una grande difesa dai takedown, sa difendersi discretamente a terra e soprattutto in piedi è superiore a tutti. Il ragazzo continua a migliorare match dopo match aumentando la pericolosità dei suoi avversari.

A ottobre 2018 è il turno di Derek Brunson, un ottimo fighter sempre classificato nei primi 10 del ranking UFC, ma anche lui viene schiantato da Israel Adesanya. Il 10 febbraio 2019, un anno dopo il suo debutto il nigeriano affronta il maestro Anderson Silva in quello che è di fatto il passaggio del testimone.

Adesanya porta a casa l’incontro per decisione unanime e ora non c’è nessuno avanti a sé o quasi. L’ultimo ostacolo si chiama Kelvin Gastelum, compagno di allenamenti di Marvin Vettori il combattente che ha messo più in difficoltà il talento dei pesi medi.

L’incontro è una guerra con i due che danno vita ad uno dei migliori match che si siano mai visti nelle MMA. L’esito vede premiare giustamente ancora una volta Israel Adesanya che conquista il titolo interim al suo sesto match in UFC. Manca l’ultimo tassello chiamato Robert Whittaker.

Il campione australiano viene dato favorito dai bookmaker, ha una boxe precisa, si rialza immediatamente nelle poche volte che viene portato a terra e ha battuto mostri sacri come Yoel Romero e Jacare Souza. Il 6 ottobre 2019 a UFC 243 va in scena il match per unificare la cintura dei pesi medi.

Il tutto si svolge a Melbourne, in Australia davanti a più di 57.000 spettatori (un record per la UFC). Tutti sono pronti ad un’altra battaglia simile a quella scorsa tra Gastelum e Adesanya. Questa volta però non si assiste ad una guerra, perché Israel Adesanya mostra tutta la sua superiorità in piedi sul campione e si prende prepotentemente la cintura.

Dopo nemmeno due anni dal suo esordio Israel Adesanya diventa campione del mondo UFC dei pesi medi. Il ciclone chiamato Adesanya non accenna a fermarsi e difende per tre volte consecutivamente il titolo UFC contro tutti i migliori middleweight al mondo.

Il nigeriano naturalizzato neozelandese è il combattente presente in questa classifica che ci ha messo meno tempo a conquistare l’oro UFC e, al netto degli avversari affrontati, merita la prima posizione in questa classifica.

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UFC: Le 5 scalate al titolo più emozionanti di sempre UFC: Le 5 scalate al titolo più emozionanti di sempre

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